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Motosega che non parte: 7 controlli da fare prima di arrenderti

Tiri la corda una, due, dieci volte e il motore non dà segni di vita. Quasi sempre il motivo è banale: basta cercarlo con ordine.

Avviamento a strappo di una motosega

In breve

Nove volte su dieci la colpa è della miscela vecchia, della candela sporca o del filtro dell’aria intasato. Parti da questi tre, nell’ordine.

Succede soprattutto dopo qualche mese di fermo: la motosega resta in un angolo del garage, arriva il giorno in cui serve e non vuole saperne. Prima di smontare mezza macchina, vale la pena seguire un ordine preciso. I controlli qui sotto vanno dal più semplice al più impegnativo.

1. La miscela è vecchia

È la causa più frequente in assoluto. La miscela di benzina e olio perde le sue qualità già dopo qualche settimana: la parte più volatile evapora e quello che resta fatica ad accendersi. Se nel serbatoio c’è miscela di qualche mese fa, svuotalo e riempilo con miscela preparata al momento.

Se il problema è questo, spesso la motosega riparte dopo qualche strappo con la miscela nuova. Se non riparte, la miscela vecchia potrebbe aver già sporcato il carburatore: ci arriviamo al punto 7.

2. La procedura di avviamento

Sembra scontato, ma molte motoseghe non partono semplicemente perché la sequenza è sbagliata. A motore freddo la procedura classica è questa:

  1. Interruttore su acceso.
  2. Freno catena inserito.
  3. Primer premuto più volte, finché vedi la miscela nella pompetta (se la tua motosega ce l’ha).
  4. Starter (l’aria) chiuso.
  5. Qualche strappo deciso finché senti il primo scoppio.
  6. Starter aperto e altri strappi finché il motore si avvia.

L’errore tipico è continuare a tirare con l’aria chiusa anche dopo il primo scoppio: così il motore si ingolfa.

3. Il motore è ingolfato

Senti un forte odore di benzina e, se smonti la candela, la trovi bagnata? Il motore ha preso troppa miscela. Asciuga la candela, lasciala fuori qualche minuto, rimontala e riprova con lo starter aperto e l’acceleratore tenuto a fondo: in questo modo entra più aria e il motore si libera.

4. La candela

Svitala e guardala. Il colore dice molto:

  • Marrone chiaro: tutto regolare.
  • Nera e umida: motore ingolfato o miscela troppo grassa.
  • Nera e secca, incrostata: troppo olio nella miscela o filtro dell’aria sporco.
  • Elettrodo consumato o storto: è ora di cambiarla.

Una candela nuova costa pochi euro: se hai dubbi, sostituiscila. È uno dei ricambi con il rapporto prezzo/risultato migliore che esistano.

5. Il filtro dell’aria

Un filtro intasato di segatura soffoca il motore: parte a fatica, sale male di giri e si spegne. Smontalo e puliscilo seguendo il libretto: alcuni si lavano con acqua tiepida e sapone neutro, altri si puliscono solo soffiando. Rimontalo perfettamente asciutto.

6. Il filtro della benzina

Dentro al serbatoio c’è un piccolo filtro attaccato a un tubetto, il pescante. Con il tempo si intasa e la miscela non arriva più al carburatore. Si estrae con un gancetto dal foro del serbatoio e, se è scuro o duro, si cambia.

7. Il carburatore

Se la miscela è nuova, la candela fa scintilla, i filtri sono puliti e la motosega ancora non parte, il problema è quasi sempre nel carburatore. La miscela rimasta ferma lascia residui che chiudono i passaggi sottilissimi del carburatore e induriscono le membrane interne.

Qui il fai da te diventa rischioso: smontare un carburatore senza l’attrezzatura giusta spesso peggiora le cose. È il punto in cui conviene affidarsi a un meccanico.

Quando fermarsi

  • La corda è durissima o non torna indietro.
  • Senti rumori metallici quando tiri.
  • Il motore non ha compressione: la corda gira a vuoto, senza resistenza.
  • La motosega si è fermata di colpo mentre lavorava e non è più ripartita.

In questi casi insistere non serve e può fare danni: il problema è meccanico, dentro il motore.

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